28/01/2012

visione

Penso che il problema della nostra società che poi diventa in particolare il problema dei politici che di questa scoietà dovrebbero essere leader è di avere una visione del futuro molto miope. Una visione che non riesce ad andare oltre il contingente e quindi incapace di inseguire sogni che si realizzeranno oltre il loro tempo, incapaci di andare oltre il loro sacrificio attuale per realizzare qualcosa che solo i posteri riusciranno ad ammirare.

Oggi non vi è nessuno che riuscirebbe come Mosè a convincere un popolo ad accettare gli stenti del deserto per trovare un mondo nuovo, anzi oggi preferiamo consuamre il mondo fertile e distruggerlo senza preoccuparci di andare incontro al deserto e lo stesso Mosè non accetterebbe di guidare un popolo verso un mondo che lui non vedrà preoccupato di avere la compiacenza di quel popolo con le concessione che a lui fa e non guidandolo verso una visione diversa.

Forse gli ultimi politici che riuscirono ad avere una visione che andasse oltre furono i fondatori dell'unione europea sessant'anni fa o la riunificazione della Germania se è vero quello che ci raccontano di essa ma oggi ogni politica, a qualsiasi latitudine o livello, è guidata dal mero interesse egoistico e contingente. Nessuna visione che vada oltre il breve periodo, nessuna visione che sia fatta di continui aggiustamenti che impediscono qualsiasi adattamento nel tempo dimenticando che la terra è una grande nave e non una piccola moto d'acqua con conseguenze diverse sulla capacità di muoversi e cambiare rotta.

E questa incapacità cerca poi giustificazione nella velocità della nostra società dal punto di vista tecnico affermandoc he la conitua variabilità delle regole relazionali e etiche è legata a queste situazioni ma non credo che nessuno possa affermare che un omicidio è diverso a seconda dell'arma usata e così dovrebbe essere per tutto il resto e quindi poca importanza ha se un contratto è scritto su un file o una pietra. Ecco noi cerchiamo sempre di modificare le regole per seguire la tecnica ma forse dovremmo pensare che alcune regole non vengono intaccate da essa e dovrebbero sempre esistere e quindi possiamo anche pensare che se ci saranno tra centinaia di anni possiamo anche immaginare le relazioni di quel tempo.

27/01/2012

chiudere

Ci sono dei momenti in cui bisogna avere la forza di cambiare anche se si possono prospetatre delle situazioni non piacevoli, momenti in cui bisogna accettare che ci sono delle cose che non ci stanno bene e che noi dobbiamo cambaire accettando prima di tutto che il cambaimento sia in noi e possa preludere ad una perdita o economica o personale.

Certo ogni cambiamento può fare paura, ogni cambiamento può far pensare ad una diminuzione del proprio essere ma non c'è nulla di meglio di avere una propria dignità, di avere una propria coerenza. Penso che quando questa coerenza viene a perdersi ecco che il cambiamento, il chiudere un rapporto non diventa soltanto una opportunità ma una necessità che non può essere elusa ed il cambiamento a quel punto è qualcosa di già scritto, qualcosa che finsice per essere molto accettabile.

Chiudere una porta quindi che forse può preludere all'apertura di un portone come dicono i vecchi saggi ma anche qui la saggezza ci deve dire che il portone non è sempre fatto di opportunità esteriori ma anche di opportunità di crescita interiore che possano condurre a meglio assaporare la vita e le cose che essa ci offre, opportunità a cui non possiamo rinunciare nel momento in cui, finalmente, riusciamo a vedere.

Il chiudre quindi non è mai un atto finale ma solo la scelta di un'altra via, una via nuova che ci viene dettata da quello che sentiamo più conforme a quello che siamo, una nuova via che a questo punto, pur nella sua novità, sentiamo potrà essere prodiga di nuove opportunità che non potranno portare che a dimostrarsi sempre più coerenti col proprio essere.

Chiudere quindi per ritrovare nuove motivazioni o semplicemente per ritrovare quello che ci motivava e che era rimasto coperto da situazioni contingenti o dalla paura del futuro, chiudere per sentirsi nuovamente a posto col proprio essere, per sentirsi nuovamente capaci di cammianre a testa alta per i sentieri della vita.

26/01/2012

liberalizzare

Mi capita di domandarmi in questo periodo quanto sia veramente nella nostra mentalità il concetto di liberalizzare, un concetto che ci fa continuamente pensare ad una liberalizzazione dei prezzi verso l'alto perchè viviamo in un mondo che ci ha abituato a questi concetti. Mi domando se abbiamo bene l'idea che quando certi principi di oligopolio controllato amministrativamnete la loro motivazione era nell'insufficente informazione e nella scarsità di offerta.

Oggi la situazione non è più questa e tendiamo a dimenticare che le informazioni più presenti, la velocità e possibilità degli spostamenti porta ad una riduzione della tariffa sul breve. certo questa riduzione sarà per lo più dovuta alla esistenza di grandica catene che potranno, grazie ad un peso economico, permettersi di fare fuori i singoli professionisti, un po come accade per il commercio, ma fino a quando i detti professionisti non saranno rimasti in numero limitato ritornando a fare cartello avremo una netta riduzione delle parcelle.

La sicurezza di avere un mantenimento o incremento delle parcelle rimane per me una speranza più che una certezza in un momento di crisi in cui il lavoro è poco e l'offerta si amplia a dismisura con la conseguenza che forse potremo assistere ad una riduzione della qualità, anche se devo dire che gli ordini professionali non sono riusciti a garantirla, ma anche ad uan riduzione delle parcelle che dovranno essere sempre ben concordate all'inizio.

Una speranza quindi da parte di chi è già ad un livello medio alto e che quindi ritiene che la sua posizione sia tale che comunque i clienti andranno da lui ma una riduzione delle entarte per tutit coloro che devono entrare in questo mercato o si trovano in posizioni marginali con la conseguenza di ritrovarsi o a entrare nei grandi studi o di rosicchiare man mano competenze il tutot purchè i grandi soggetti della domanda  di tipo pubblico siano corretti nelle loro procedure.