11/02/2012
beneficenza
Mi ha fermato una ragazza per chidermi dei contributi per una associazione che svolge attività inf avore dei bambini in Italia. Ho sempre qualche remora sulle attività di queste associazioni anche per la formazione che mi porto dietro, una cultura che afferma che la abse delle atività assistenziali deve essere fornita in ogni caso dallo Stao, dalal comunità di cui quel membro fa parte.
Una formazione che però, devo riconsocere, non è sempre valida e finisce per avere un costo molto alto ed essere occasione, specilamente in società che poco amano i controlli, per molti inganni e prevaricazioni. Di contro un altro tipo di scelta penso sia quella statunitense, o almeno credo visto che non ne ho mai toccato con mano l'effettiva consistenza, dove noto la presenza di uno stato molto meno presente lasciando quindi alla beneficenza pubblica il compito di risolvere le disuguaglianze.
Un compito che però può essere svolto solo se si pensa che il ptoere e la ricchezza non trovino la loro esplicazione nella scelta di luoghi belli gratuiti e nel ricevere doni ma invece nel fare doni, nel permettersi il psoto più bello perchè è quello più costoso e quindi la vera ricchezza non è nel poter avere molto ma nel poter pagaremolto e quindi anche nel finanziare molto associazioni di beneficenza. Un dato culturale che penso sia moltod iffiicle trovare qui dove si pensa che la vera esplciazione di ricchezza e potere è quella di avere il psoto più bello gratuitamente o quasi.
Si potrebbe quindi affermare che non esiste un modo migliore per rispondere alle esigenze di uguaglianza e pari opprtunità ma ogni cultura cerca una sua strada che è frutto anche della sua idea di appartenenza e collaborazione di ognuno alla comunità. Quindi il voler riportare schemi di altre culture nella propria non è sempre motivo di miglioramento se non se ne sono bene capiti i meccanismi che ne permottono un utile funzionamento nelal comuntià di riferimento.
10:29
Scritto da: filippo862
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook

Scrivi un commento