13/02/2012
tristezza
E' pieno di tristezza lo sguardo che si dirige sull'amore non corrisposto, sui sogni non realizzati. Uno sguardo che si nutre della disperazione di chi sogna ma disperato muore, uno sguardo che vorrebbe aiutare e spingere colui che è destinato a perdere verso una vittoria. Una tristezza che ci prende anche perchè almeno una volta nella vita la disperazione di poter incontrare l'amore, di poter realizzare un sogno ha preso anche noi e sappiamo bene quanto male faccia.
Ecco forse la tristezza è proprio figlia di questa silenziosa disperazione, figlia di un urloc he vorrebbe espandersi nell'aria ma che invece rimane nel nsotro animo o sul disegnod i un quadro dove la bocca aperta non emette suono, o forse emette il suono che ognuno di noi avrebbe voluto emettere ma che invece è rimasto nel cuore. Un cuore che diventa prigione dal quale la disperazione vorrebbe uscire, battere i pugni ma che le catene della buona educazione tengono ben stretta ed umiliata.
Si è tristezza quella che prende chi si sente prigioniero senza possibilità di uscire, quella che prende colui che sente la frustrazione di un combattere senza mai riuscire a raggiungere la meta che ogni volta che sembra raggiunta si allontana senza farsi mai raggiungere. Una tristezza che rende sempre più deboli lasciando che man mano le forse si allontanino nella certezza che a nulla servono, nella certezza che la fine è impossobile da raggiungere e quindi è inutile anche combattere.
Tristezza per una sconfitta annunciata, tristezza per la consapevolezza di una inutilità del nostro percorrere la vita, tristezza che segna il percorso di chi sente che quel percorso non è il suo ma allo stesso tempo non trova la forza e il desiderio di prendere una nuova via, tristezza per la propria debolezza, per ild esiderio di combattere che finsce, tristezza per la morte che ci prende senza lasciare il ricordo nel cuore di alcuno.
23:02
Scritto da: filippo862
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